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“Meine Zeitung” – Frankfurter Schüler lesen die F.A.Z.

Maximilian Kunkel, Schüler der Klasse 6b, wurde am Freitag, den 17.6.2011 in der Alten Oper für die beste Langzeitarbeit der Jahrgangsstufen 5 und 6 mit dem ersten Preis ausgezeichnet.

Die Projektjury überzeugte seine Arbeit über das Thema „Technik“.

Maximilian hat während der gesamten Dauer des Zeitungsprojekts, über den Zeitraum von drei Monaten, Artikel und Bilder zu seinem Thema nach eigenen Kriterien ausgewählt, gesammelt, geordnet und kommentiert.

An der Abschlussveranstaltung in der Alten Oper nahm die Klasse 6b teil. Insgesamt waren an dem Zeitungsprojekt der F.A.Z. diesmal 854 Schülerinnen und Schüler von 23 Frankfurter Schulen beteiligt.

Im Rahmen des Projekts lernten die Schüler verschiedene Zeitungen kennen, sie diskutierten und analysierten Zeitungstexte, recherchierten zu ausgewählten Themen und verfassten eigene Artikel.

Repräsentativ für unsere Schule dokumentiert die F.A.Z.-Beilage „Meine Zeitung“ vom 20.6.2011 den Beitrag „Sprachen verbinden Kulturen“ von Lara Fislage (6b).

1 Kommentar zu“Meine Zeitung” – Frankfurter Schüler lesen die F.A.Z.

  • L. d'Ambrosio

    Ha vinto Max, il “nostro” piccolo grande Max, della VIb, la classe bili. La gioia e’ stata grande, per lui naturalmente, per i suoi genitori, per noi tutti, insegnanti ed alunni. Mi ha affascinato, commosso, vedere con quanta felicita’ l’intero gruppo “classe” ha accolto la notizia. Con compatta esultanza, come se tutti avessero avuto successo, fossero saliti sul palco, fossero stati premiati dalla Ministra per la Cultura del Land, avessero visto il proprio nome sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung con a fianco il numero 1..
    E’ un lavoro intenso, qualche volta difficile, stressante, quello di insegnante ed alunno in una classe bilingue, ma le soddisfazioni che arrivano ripagano di tanta fatica. Non solo quelle legate a manifestazioni e concorsi, come nel caso dell’affermazione di Max, ma le piccole soddisfazioni quotidiane che si provano vedendo i “nostri” ragazzi bili, con naturalezza, parlare le lingue che imparano a scuola e approcciarsi, con curiosita’ e senza timore, ad altri idiomi, al “nuovo”, allo “sconosciuto”, al “diverso”. Essere parte di una classe “bili” e’ anche questo: avere sensibilita’ e curiosita’ per il mondo, non credersi portatori di una verita’ -culturale, etnica, linguistica- monolitica e assoluta.
    E il cuore di riempie di sole quando vedo Max Kunkel sul palcoscenico dell’Alte Oper, pensando ai cittadini d’Europa che stiamo costruendo: tolleranti, aperti, sensibili, motivati. E plurilingui
    Luigi d’Ambrosio
    PS Vorrei sottolineare, ricordare il grande lavoro della mia collega di tedesco, la signora Taubenheim, che ha motivato i ragazzi e me ad unire le forze, nelle nostre ore, per raggiungere quella comunione, reciprocita’, trasversalita’ di obiettivi, didattici, pedagogici, di integrazione tra lingue e culture che stanno dietro al successo di Max.